Inaugurazione: venerdì 15 maggio 2026, ore 18.00
Apertura al pubblico: 16 maggio – 13 settembre 2026
Fondazione Biscozzi | Rimbaud ETS
Lecce, piazzetta Giorgio Baglivi 4

La Fondazione Biscozzi | Rimbaud di Lecce, in collaborazione con l’Associazione Gianni Bertini (Milano) e l’Archivio Frittelli per l’Opera di Gianni Bertini (Firenze), presenta dal 16 maggio al 13 settembre 2026 la mostra Gianni Bertini. Storia di un uomo senza storia, a cura di Thierry Bertini e Roberto Lacarbonara, dedicata a uno dei più originali e autorevoli artisti che, operando tra l’Italia e la Francia, fu precursore e interprete della trasformazione culturale europea nel secondo Dopoguerra.
La mostra dedicata a Gianni Bertini (Pisa 1922 – Caen 2010) ruota attorno alla proposta espositiva che la Fondazione Biscozzi | Rimbaud elabora a partire dal dialogo con gli autori della collezione permanente, al fine di comprendere e indagare meglio contesti, linguaggi e fenomeni della ricerca artistica del Novecento.
Il titolo dell’esposizione, Storia di un uomo senza storia – tratto dall’omonimo romanzo inedito che l’artista scrisse nel 1953 e declamò in occasione di un happening in Campo San Fantin a Venezia nella notte dell’11 agosto – rappresenta un vero e proprio manifesto di pensiero, in grado di alimentare l’intera visione e la complessità dell’opera di Gianni Bertini. Una produzione che, in virtù di un continuo disallineamento dal conformismo, dall’accademia e dalle certezze acquisite, lo vide sempre alle prese con svolte, evoluzioni espressive e linguistiche e una certa ostinata eresia, figlia del costante sperimentalismo tecnico e dell’indomita erranza.
“Aveva un bisogno vitale di confronto con altri artisti e critici – sottolinea il curatore Thierry Bertini, figlio dell’artista – confronto che spesso si trasformava in scontro. Non temeva di crearsi nemici intellettuali: per lui il dibattito, anche acceso, era una necessità quotidiana. Lo scontro di idee era il terreno fertile da cui far emergere il proprio punto di vista”.
La mostra – composta di oltre 40 opere e una selezione di libri d’artista, tra cui il romanzo inedito che dà il titolo all’esposizione – si concentra su un tratto specifico della produzione di Bertini, tra i più originali e avvincenti, compreso tra il 1946 e gli anni Settanta, indagando tre nuclei principali della ricerca: dai Gridi degli anni Quaranta, all’ampia produzione informale degli anni Cinquanta, fino al successivo concepimento e all’elaborazione della Mec-Art.